“Azioni per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale”. Intervista a Filippo Maritato

“Azioni per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale”. Intervista a Filippo Maritato

23 luglio 2018 0 Di Rocco Gumina

A partire da una conoscenza diretta del territorio, la rubrica “Tutti convocati” mira a raccontare alla cittadinanza nissena le diverse e diffuse positività associative, culturali, aggregative, professionali, imprenditoriali e politiche presenti e operanti a Caltanissetta. Spesso, la nostra comunità è distratta dall’ascoltare “il rumore dell’albero che cade” anziché concentrarsi sullo scrutare i segni della “foresta che cresce”. Così, la rubrica – con pubblicazioni settimanali – desidera soffermarsi su quanto di buono, di bello e di intelligente cresce a Caltanissetta per tornare a guardare al presente e al futuro con speranza.

 

Attività presso la Casa delle Culture e del Volontariato “Letizia Colajanni”

 

Nell’intervista ospitata questa settimana, presentiamo le attività della Casa delle Culture e del Volontariato “Letizia Colajanni”. Ha risposto alle nostre domande l’attuale direttore della struttura Filippo Maritato.

 

– Ormai da alcuni anni la Casa delle Culture e del Volontariato – intitolata a “Letizia Colajanni” e situata in via Xiboli 310 – offre una grande varietà di servizi ai nisseni e ai migranti presenti nel nostro territorio. Quando e come nasce questo progetto?

Il 31 marzo del 2015 perveniva al comune di Caltanissetta la richiesta di concessione d’uso dell’ex scuola elementare di via Xiboli n. 310, abbandonata già da parecchi anni. La richiesta era stata avanzata dalla Federazione Provinciale di Caltanissetta del Mo.V.I. (Movimento di Volontariato Italiano). In armonia con i principi statutari del Movimento, che si sintetizzano nei concetti di promozione del volontariato, di difesa dei diritti umani, di richiamo ai doveri della solidarietà nazionale e internazionale, la Federazione Provinciale di Caltanissetta ha espresso all’amministrazione comunale l’intenzione di costituire una comune “Casa delle Culture e del Volontariato” con sede proprio presso l’ex scuola elementare che da poco era stata oggetto di lavori di manutenzione straordinaria grazie al progetto del comune di Caltanissetta “Usque ad Sidera”. Presso la nascente Casa si sarebbero realizzate non soltanto le attività inerenti più strettamente al Movimento ma anche azioni per favorire l’integrazione e l’inclusione sociale della popolazione immigrata di Caltanissetta a rischio di marginalità sociale ed economica, così come era previsto dal già citato progetto. Il 16 ottobre 2015, il Mo.V.I. prende così in gestione, con regolare contratto di comodato ad uso gratuito, l’ex scuola elementare di Xiboli intitolandola “Casa delle Culture e del Volontariato”. Su delibera della Giunta comunale, si decide di intitolare la Casa alla “signorina della pace” Letizia Colajanni proprio in occasione del decennale della sua scomparsa (2005 – 2015); la scelta verte sulla necessità di trasmettere a tutte le persone che frequenteranno la Casa l’esempio di una cittadina impegnata, libera e votata all’imprescindibilità della pace come garanzia per il futuro delle giovani generazioni. Inizia così l’allestimento della Casa non soltanto con gli arredi e le attrezzature previste dal progetto ma con ulteriore materiale (quadri, piante, oggetti d’arredo, mobili usati) che volontariamente è stato donato e messo a disposizione della struttura al fine di renderla sempre più accogliente. A rappresentare graficamente la Casa è il logo, creato appositamente, per indicare il sostegno, con la mano sinistra del cuore, a tutte le persone in quanto tali, senza alcuna distinzione: l’immagine raffigura, infatti, la Casa con sopra uomini, donne e bambini di diverso colore, di diversa religione e con disabilità fisiche.

 

– Nell’ultimo triennio, la Casa delle Culture e del Volontariato ha svolto diverse e importanti attività che hanno coinvolto bambini, migranti, diversamente abili, associazioni culturali e di promozione sociale ecc. Potresti descrivere brevemente i percorsi più significativi?

Nell’ultimo triennio all’interno della struttura sono state avviate diverse attività tra queste, soprattutto, quelle mirate a dare vita a processi di integrazione con gli stranieri: corsi di formazione organizzati da enti vari e corsi di alfabetizzazione in lingua italiana, corsi di italiano, corsi di inglese, corsi di informatica. A testimonianza dell’armonia tra italiani e stranieri all’interno della Casa è l’appartenenza al Mo.V.I. dell’associazione “Migranti solidali” i cui soci sono perlopiù stranieri, in particolare di nazionalità Kashmira. Oltre al Mo.V.I., esiste anche una presenza attiva di altre due organizzazioni importanti, il CE.S.Vo.P. e il Forum Terzo Settore Caltanissetta: circa 100 associazioni di volontariato ruotano attorno alla Casa!

In maniera schematica possiamo così descrivere, le attività svolte nell’ultimo triennio:

  • Sede di riunioni: Le stanze della Casa, arredate di tutto punto, vengono messe a disposizione delle associazioni (48 del Mo.V.I., 53 del Ce.S.Vo.P. e 16 del Forum) per le loro riunioni. Ci sforziamo di offrire un ambiente quanto più possibile accogliente e pulito (le pulizie vengono effettuate volontariamente);
  • Convegni, presentazioni libri, seminari e mostre: Tra questi ricordiamo la mostra fotografica, che ancora ad oggi ospitiamo nel piano superiore della struttura, di uno sbarco di migranti a Lampedusa, immortalato in diretta dal fotografo Gianluca Montalbano per conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese, per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria. Abbiamo ospitato anche, per un periodo di tempo più limitato, la mostra fotografica “Vite passanti” di Ettore Maria Garozzo che ritraeva i volti degli immigrati nel loro vivere quotidiano a Caltanissetta e la mostra “Al di là del muro. Storie di Rom” di Arianna Di Romano;
  • Attivazione di Sportelli. Dal 2015 presso la Casa sono attivi:
  • Uno sportello gratuito di ascolto e di consulenza psicologica per le famiglie (gestito da professionisti del settore, tra cui il Dott. Piero Cavaleri, dell’associazione Òikos);
  • Uno sportello di distribuzione degli alimenti del Banco Alimentare della Sicilia (gestito dall’associazione Nuovo Orizzonte);
  • Uno sportello gratuito di consulenza legale e fiscale (gestito da Federconsumatori);
  • Uno sportello gratuito consulenza in materia di progettazione sociale intitolato “Progettare per il Sociale”;
  • Servizio Civile:

Nel 2017 il Mo.V.I. ha attivato un progetto per il Servizio Civile Nazionale, inerente attività sociali per i disabili e attività di doposcuola per bambini stranieri e non;

  • Progetti:

 Il Mo.V.I. ha partecipato in partenariato ad alcuni importanti progetti come “Le famiglie in cammino”, “Mani in pasta”, “Reti. Strade nuove per il Volontariato” (progetto del Mo.V.I. nazionale in collaborazione con altre dieci città di tutta Italia), “Progetto Rampa”, “Progetto PUA”, “Progetto Silver”, “Parco Dubini” (progetto ancora in itinere proposto all’ASP). In questi tre anni, inoltre, sono stati siglati due protocolli d’intesa: con il comune di Caltanissetta, per l’individuazione di volontari immigrati, con la Casa Circondariale di Caltanissetta, per l’attivazione di uno sportello di ascolto, gestito da tre mediatori culturali, per i detenuti stranieri presenti nel carcere nisseno;

  • Cura della Casa:

Con amore e spirito di dedizione gratuita vengono periodicamente realizzate le pulizie della struttura e la cura del verde esterno. Contribuiamo alla divulgazione massima degli eventi non soltanto delle associazioni appartenenti al Mo.V.I. ma anche di tutte le altre realtà territoriali attraverso una mailing list che conta circa 350 contatti. Grazie a un finanziamento del Mo.V.I. nazionale, abbiamo allestito un palco nel cortile della Casa che accoglie diverse manifestazioni artistico-culturali.

 

 

 

– Cosa si prospetta per il futuro della Casa delle Culture e del Volontariato? Continuerete la vostra presenza sul territorio?

In questi primi anni di attività, l’impegno prioritario è stato quello di affermare e consolidare la Casa e le sue attività. Adesso la sfida che ci proponiamo è quella di ampliare il campo di azione per offrire servizi non solo alla cerchia di volontari e associazioni che vi gravitano e che costituiscono l’ossatura della Casa, ma di raggiungere tutta la cittadinanza ed offrire per quanto possibile risposte alle necessità ed ai bisogni che emergono dal territorio. Nei prossimi anni, inoltre, dovrebbero trovare sviluppo ed attuazione i vari progetti (soprattutto in campo sociale) che sono stati fin qui programmati e presentati: sarà questa l’occasione per aprire la Casa all’intera città, tanto da farla divenire un luogo di partecipazione, cittadinanza attiva e solidarietà ad ampio raggio.

 

– La struttura che dirigi mostra che Caltanissetta è una città ricca sia di risorse positive operanti in vari settori sia di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. A tuo parere, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

La questione centrale che anche dal nostro “osservatorio” emerge come necessità assolutamente prioritaria è quella relativa al disagio sociale ed economico derivante dai livelli alti di disoccupazione e di vera e propria povertà, che affliggono ormai fasce troppo estese della popolazione nissena. Il volontariato ed il terzo settore sono impegnati quotidianamente a cercare di fornire una risposta a questa vera e propria emergenza, ma è compito delle istituzioni affrontare questa grave situazione in termini strutturali e duraturi. Quindi è su questo fronte che la politica – ai livelli locale, regionale e nazionale – deve immediatamente agire senza tentennamenti o, peggio, divisioni puramente partitiche e propagandistiche. Anche perché deve recuperare credibilità e fiducia presso i cittadini-elettori, che ormai sono disillusi se non apertamente in totale dissenso e rifiuto della politica in quanto tale. Ma una strategia di rilancio sociale ed economico di Caltanissetta e delle altre città deve necessariamente contemplare anche interventi e politiche di integrazione dei cittadini stranieri che vivono stabilmente nei nostri territori: dalle scuole ai luoghi di lavoro la presenza di stranieri residenti è ormai un dato di fatto che necessita di una specifica attenzione da parte della politica e degli amministratori. Occorre infatti costruire un nuovo modello di città che sia dinamica e flessibile, capace di progredire tenendo sotto controllo le forme di discriminazione che accompagnano, da sempre, i processi migratori, gli atteggiamenti di allarmismo, chiusura e/o pregiudizio nei confronti di alcune situazioni o fasce sociali. All’interno delle politiche per l’integrazione si posizionano in modo centrale i temi della socialità e del contrasto ai pregiudizi, la realizzazione di progetti per aumentare la conoscenza dei diritti e dei doveri e favorire il senso di responsabilità nei nuovi e vecchi cittadini. Temi strategici nella vita della comunità locale, per le sensibilità personali e sociali che toccano, per gli equilibri di sentire sociale che spostano, comunque decisivi nello sviluppo di quella città aperta, solidale e sicura che qui a Caltanissetta la Casa delle Culture e del Volontariato intende con forza portare avanti.

 

 

Intervista a cura di Rocco Gumina

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