Il vuoto di potere

Il vuoto di potere

14 Giugno 2019 0 Di Rocco Gumina

Fin dal nostro insediamento

 abbiamo detto di essere il Governo

del cambiamento perché il paese ha bisogno

 di un cambio di passo rispetto al passat0 

(Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, 3 giugno 2019)

 

 

“Potere al popolo” si gridava una volta. “Popolo al potere” urlano adesso, in modo talmente diverso da sembrare uguale, la Lega e il Movimento 5 Stelle. Ma oggi, in Italia, chi gestisce il tanto desiderato potere?

Le settimane successive al voto delle politiche del 2018 ci hanno consegnato una maggioranza parlamentare, e di governo, totalmente nuova e, quindi, inaspettata. Sulla base di un “contratto”, Di Maio e Salvini hanno costruito una squadra guidata dal presidente del Consiglio Conte che li vede vicepremier e garanti del processo politico da sviluppare. A queste figure primarie dell’attuale governo bisogna aggiungere il ministro dell’economia Tria, responsabile del dicastero più importante.

A più di un anno da quel famoso “contratto” di governo qualcosa è successo, non quello che gli italiani si auguravano. A parte la probabile procedura d’infrazione verso i nostri conti elaborata dall’Unione Europea, quasi tutti gli indicatori economici e sociali che riguardano il sistema Italia sono al ribasso e nessuna riforma politica è stata avviata. Oltre alla demagogia sulla sicurezza e sui migranti, e a quelle operazioni chiamate “reddito di cittadinanza” e “quota 100” – che sollevano più di qualche dubbio e azzoppano i conti italiani pertanto posti sotto esame da Bruxelles – non si vedono cambiamenti in merito alle politiche industriali, per la scuola, per lo sviluppo del Mezzogiorno, per la cultura, per il welfare, per la tutela dell’ambiente, per la lotta alla corruzione e alle mafie, per il sostegno ai giovani e alle famiglie, per la riduzione delle tasse, per le infrastrutture specialmente al Sud, per le periferie delle grandi città, per la cooperazione internazionale, per l’Europa. Quest’ultima è sempre più criticata dai verdegialli per via dei parametri comunitari da rispettare a loro volta scritti, sostenuti e approvati anche da italiani inclusi i leghisti della prima ora. Europa che, basta seguire il dibattito per la nomina della nuova commissione al governo dell’Unione, ci vede sempre più fuori dai giochi politici che contano non per colpe altrui ma per incapacità nostre palesi a tutto il continente.

A mio avviso, dalla sigla del “contratto” in poi, i maggiorenti del governo verdegiallo hanno passato il tempo a loro disposizione al fine di preparare e condurre le varie campagne elettorali appena concluse. Adesso che la lunga stagione elettorale è finita, il premier Conte ha, finalmente, incontrato i due vicepremier a distanza di diversi giorni dalla sua conferenza stampa nella quale chiedeva rassicurazioni politiche per proseguire, o meglio, per iniziare quell’azione di governo a favore del Paese. Le parole di Salvini e Di Maio e le ricostruzioni giornalistiche di questo incontro non danno possibilità a dubbi: i leader della Lega e dei 5 Stelle parlano e agiscono come se non fossero attualmente loro a governare il Paese e ad aver scelto il presidente del Consiglio Conte il quale – insieme a Tria – comincia ad essere il bersaglio di una lotta per decimali di consenso che si estende persino, o soprattutto, nelle stanze del potere. Dunque, se chi detiene il potere in Italia non fa altro che rimandare la stessa responsabilità che dovrebbe esercitare ad altri, nel caso di Conte e di Tria scelti da loro stessi, in Italia ci siamo ormai avviati verso una stagione di vuoto di potere. Nel nostro Paese, infatti, i leader dei partiti della maggioranza non riconoscono il compito che gli è stato affidato dal voto del 2018 e continuano a rimandare ad altri autorità, obblighi, colpe, accuse in un clima da perenne comizio di provincia.

Mentre Salvini preferisce partecipare ai comizi per le amministrative anziché recarsi ad un incontro europeo sui migranti e Di Maio, per racimolare consensi e con il virtuale assenso dell’80% del suo partito, svende tutte le battaglie dei 5 Stelle – Tav, Ilva di Taranto, ambiente, trasparenza, democrazia diretta, Sud – l’Italia ha bisogno di qualcuno che governi realmente il potere. Persino i volti e le recenti parole di Conte e Tria sono il simbolo di un vuoto di potere che non serve al Paese. Il consenso raccolto dalla Lega e dal Movimento di Casaleggio tanto nel marzo del 2018 quanto alle recenti europee, obbliga i leader della maggioranza a governare cioè a trovare le soluzioni, ad avanzare proposte, a tornare a far crescere l’Italia. È ora di farlo. Il tempo della campagna elettorale è finito. La nostra nazione non può più assistere ad un’altra stagione di vuoto di potere. La responsabilità, secondo l’esito del voto, spetta a Salvini e Di Maio. È giunto il tempo di esercitarla. Se non sono in grado di svolgere il compito affidatogli, continuino con i loro comizi di provincia, ma diano la possibilità al Paese di ripartire tramite altri interpreti.

 

Rocco Gumina

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