“Stare vicino ai più deboli”. Intervista a Giuseppe Paruzzo

“Stare vicino ai più deboli”. Intervista a Giuseppe Paruzzo

7 ottobre 2018 0 Di Rocco Gumina

A partire da una conoscenza diretta del territorio, la rubrica “Tutti convocati” mira a raccontare alla cittadinanza nissena le diverse e diffuse positività associative, culturali, aggregative, professionali, imprenditoriali e politiche presenti e operanti a Caltanissetta. Spesso, la nostra comunità è distratta dall’ascoltare “il rumore dell’albero che cade” anziché concentrarsi sullo scrutare i segni della “foresta che cresce”. Così, la rubrica – con pubblicazioni settimanali – desidera soffermarsi su quanto di buono, di bello e di intelligente cresce a Caltanissetta per tornare a guardare al presente e al futuro con speranza.

Nell’intervista di questa settimana risponde alle nostre domande Giuseppe Paruzzo che dal 2017 è direttore della Caritas diocesana e dell’Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi di Caltanissetta.

– Costituita negli anni Settanta dalla Conferenza Episcopale Italiana, la Caritas opera su tutto il territorio nazionale e oltreconfine. Quali sono le principali finalità di quest’importante organismo della Chiesa italiana?

La Caritas Italiana viene costituita nel 1971 con decreto della CEI, dopo la chiusura nel 1968 della POA (Pontificia opera di assistenza). Per questo nuovo organismo pastorale, Papa Paolo VI indicava mete non solo assistenziali, ma pastorali e pedagogiche. Gli anni Settanta, per la Chiesa italiana, sono quelli del primo piano pastorale “Evangelizzazione e sacramenti” e del primo Convegno ecclesiale su “Evangelizzazione e promozione umana” (Roma, 1976). All’inizio degli anni Ottanta il documento della CEI “Chiesa italiana e prospettive del Paese” (1981) indica a tutta la Chiesa la strada del «ripartire dagli ultimi»; tanti servizi sorti, ma anche tutta una spiritualità che li sostiene, non sarebbero comprensibili al di fuori di quella impostazione evangelicamente coraggiosa. Gli anni Novanta sono, per la Chiesa italiana, quelli degli Orientamenti pastorali “Evangelizzazione e testimonianza della carità”. Tra gli obiettivi indicati nel decennio dalla CEI c’è la costituzione della Caritas in ogni parrocchia. Il 2000, anno del Giubileo, è caratterizzato da cammini di carità. Quattro i grandi ambiti dell’impegno: il debito estero, la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale, il carcere, la disoccupazione giovanile. E vi è da richiamare il tema della famiglia e delle diverse forme di disagio nei contesti familiari. Papa Francesco, incontrando le Caritas diocesane, ha detto: «L’obiettivo principale del vostro essere e del vostro agire è quello di essere stimolo e anima perché la comunità tutta cresca nella carità e sappia trovare strade sempre nuove per farsi vicina ai più poveri, capace di leggere e affrontare le situazioni che opprimono milioni di fratelli – in Italia, in Europa, nel mondo». Dopo aver ricordato che «I poveri sono la proposta forte che Dio fa alla nostra Chiesa affinché essa cresca nell’amore e nella fedeltà», il Pontefice ha tracciato una sorta di decalogo di come debba essere la misericordia nel mondo di oggi, “complesso e interconnesso”. Una misericordia – ha spiegato – che sia al contempo: attenta e informata; concreta e competente, capace di analisi, ricerche, studi e riflessioni; personale, ma anche comunitaria; credibile in forza di una coerenza che è testimonianza evangelica; organizzata e formata, per fornire servizi sempre più precisi e mirati; responsabile; coordinata; capace di alleanze e di innovazione; delicata e accogliente, piena di relazioni significative; aperta a tutti, premurosa nell’invitare i piccoli e i poveri del mondo a prendere parte attiva nella comunità. Ecco allora che il nostro impegno pastorale deve creare sintonia e unione, senza preoccuparci di fare troppe cose ma impegnandoci a crescere insieme come Chiesa “una”, in costante e fecondo dialogo con il mondo.

– Tanto con la Caritas diocesana quanto con l’Ufficio di pastorale per i problemi sociali e il lavoro siete attivi sul territorio nisseno tramite progetti volti alla promozione sociale, culturale ed economica della nostra comunità. Potresti presentare le vostre attività più significative?

La lettera pastorale “La nube e la voce… abitare da cristiani la storia…” per l’anno 2016-2017 consegnata alla comunità nissena dal nostro Vescovo ci chiede, a partire dal Convegno Ecclesiale di Firenze del 2015 e dal Giubileo Straordinario della Misericordia, «di dover essere sempre e ancor più una Chiesa… con il coraggio di uscire, con la responsabilità di annunciare, con l’impegno di abitare la storia, con l’arte di educare ed educarci e con il dono della gioia del trasfigurare». La nostra Diocesi ha fatto propri questi punti, cerca di incarnarli con azioni e servizi sul territorio sempre più pensati e attuati a misura dei nostri fratelli più fragili. Rispetto alle criticità rilevate dall’analisi del contesto in cui opera la nostra Caritas Diocesana la stessa ha messo in atto negli anni una serie di risposte concrete per far fronte a bisogni di natura sempre più complessa. Il centro d’ascolto diocesano è il primo luogo cui le persone si rivolgono per chiedere sostegno; è il centro deputato infatti all’accoglienza e all’ascolto delle storie di disagio e difficoltà cui si tenta di dare una prima risposta immediata ed in seconda analisi si orienta l’utente al servizio/progetto più idoneo alla risoluzione del bisogno manifestato. Il centro d’ascolto diocesano “Marianna Amico Roxas”  di Delia ha le medesime funzionalità sopra descritte ma con la particolarità di porre maggiore attenzione alle difficoltà degli utenti stranieri che oltre al disagio economico devono far fronte anche a problematiche in ordine all’integrazione nel territorio e nel suo tessuto sociale. Oltre quindi ai servizi propri di un CdA, il centro di Delia mette in atto altri servizi quali corsi di alfabetizzazione alla lingua italiana, sostegno scolastico per minori stranieri, accompagnamento per il disbrigo delle pratiche burocratico-amministrative, ecc. La cittadella della carità da anni offre gratuitamente consulenze mediche specialistiche in vari ambiti quali medicina, chirurgia, pneumologia, cardiologia, otorino, ginecologia, dietologia, oculistiva, neurologia, ortopedia, ecc. Da qualche anno si sono affiancati altri due nuovi servizi, l’odontoiatria pediatrica e la riabilitazione neuromotoria per pazienti affetti da patologie croniche neurologiche. I medici sono coadiuvati dagli infermieri. La Cittadella della Carità ospita anche avvocati per le consulenze relative a difficoltà di natura legale nonché un gruppo di Psicologi per quanti necessitano di percorsi di psicoterapia. La gestione dei locali e dell’agenda appuntamenti è interamente affidata agli oltre 30 volontari che settimanalmente turnano. L’emporio abiti “Scaldacuori” è il servizio per la raccolta e distribuzione di capi di abbigliamento ed altri prodotti tessili (lenzuola, asciugamani, tovaglie, coperte, ecc.). È una iniziativa che partendo dalla raccolta di abiti usati tenta di arrivare alla realizzazione di azioni sulla persona dalla forte valenza umana e sociale: chi vi accede ha la possibilità di scegliere e provare i capi di abbigliamento di cui necessita. Si accede al servizio passando dalla rete delle caritas parrocchiali e quella di enti che collaborano con la Caritas stessa,  previo appuntamento per dedicare ad ogni persona il giusto tempo ed attenzione.  All’emporio viene affiancata una sartoria sociale di riuso creativo di quei tessuti che non sono più adatti ad essere indossati. Questo permette ad alcune persone in situazioni di grave marginalità socio-economica di vivere occasioni d’inserimento lavorativo valorizzando le proprie capacità e risorse personali. Presso la sartoria vengono creati oggetti riutilizzando gli “scarti”: ciò permette di rendere quello che si considera un rifiuto (abiti usati e prodotti tessili logori) una “materia prima seconda” da vedere come risorsa piuttosto che come problema per l’ambiente. Gli oggetti creati sono venduti ed il ricavato reinvestito in altri progetti di promozione sociale che possano valorizzare il territorio e coloro che lo vivono per migliorare la qualità della vita dell’intera collettività. L’emporio della solidarietà/emporio alimentare è il luogo dove persone e famiglie in difficoltà trovano il “paniere essenziale” per far fronte al loro fabbisogno di viveri e prodotti per l’igiene. Ciascuna famiglia, dopo essere stata orientata dalla propria caritas parrocchiale, accede all’emporio con una card a punti per poter fare la spesa e liberamente scegliere i prodotti che vuole e può consumare. Stop alla povertà è un progetto rivolto alle famiglie senza reddito o al di sotto della soglia di povertà individuate dalle caritas parrocchiali. Vengono accompagnate ed aiutate per un intero anno con un “reddito di dignità”, ossia un sostegno economico minimo che permette di superare la soglia di povertà e vivere decorosamente. Il progetto Policoro è promosso sul territorio della Diocesi dall’Animatore di Comunità e dalla sua équipe ed ha come obiettivo quello di sensibilizzare sul problema della disoccupazione giovanile, di porre l’accento sulle dinamiche lavorative che superino la logica del cosiddetto “posto fisso” e soprattutto di accompagnare e sostenere quanti decidono di mettersi in gioco nel mondo del lavoro attraverso la creazione di nuove imprese e cooperative. Presso lo sportello è altresi possibile ricevere informazioni ed aiuto su come stilare un curriculum vitae, sulle opportunità di formazione, ecc. Il microcredito impresa è lo strumento pensato per sostenere quanti decidono di avviare e costituire una nuova attività imprenditoriale (ditta individuale, cooperativa, ecc.); prevede l’erogazione di un prestito fino a 25.000,00 euro a tasso fisso e agevolato, rimborsabile in 60 mesi per la sola costituzione e avviamento di imprese sul territorio della Diocesi. I giovani che si rivolgono allo sportello del Progetto Policoro vengono accompagnati sin dal primo incontro informativo lungo tutto il percorso che porterà all’erogazione del prestito bancario.

– Nei prossimi anni, quali linee progettuali svilupperete attraverso la Caritas diocesana e l’Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro?

Nell’enciclica Laudato si’, si sottolinea che «la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare». Da qui l’invito a un’azione pedagogica per creare una “cittadinanza ecologica” che non si limiti a informare ma riesca a far maturare e a cambiare le abitudini in un’ottica di responsabilità: «occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo». Proprio partendo da ciò in questi anni ci siamo occupati della tematica lavoro sotto vari aspetti: formazione per donne immigrate e giovani inoccupati, azioni di sensibilizzazione nelle scuole superiori della Diocesi, nonché con il Progetto Policoro, Microcredito Impresa, ecc. Obiettivo generale è quello di far crescere, vicino ad un‘economia di sviluppo, l’economia solidale, intesa come un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. La finalità primaria resta per noi il tentare di “portare vita dove vita non è” perché concretamente dobbiamo tutti avere “Il diritto di rimanere nella propria terra”. Ma anche chi ha il coraggio e la forza di restare ed investire su stessi nel proprio territorio incontra non poche difficoltà ed ostacoli dovuti sia a fattori intrinseci (es. scarse capacità imprenditoriali, poche conoscenze specifiche nel settore lavoro/gestione aziendale, bassa conoscenza anche a livello normativo sul proprio settore di lavoro o, nel caso di lavoro subordinato, sui propri diritti, ecc.) che estrinseci (elevata tassazione, grado di competitività sul mercato, accesso al credito, ecc.). Date queste difficoltà abbiamo pensato ad una proposta progettuale nella quale si attueranno azioni e attività con l’intento di: – permettere ai destinatari di aver fiducia nei propri mezzi attraverso la conoscenza di se stessi da attuare con strumenti specifici (bilancio di esperienze/competenze e progetto professionale, un buon curriculum vitae, informazioni su come sostenere un colloquio, ecc.); – sostenere i giovani e i disoccupati in percorsi lavorativi e di autorealizzazione tali da garantire la permanenza degli stessi nel proprio territorio implementando il senso di appartenenza alla propria comunità; – favorire la creazione e il sostegno delle nuove imprese nate con il microcredito diocesano tramite azioni di accompagnamento, tutoraggio e, laddove necessario, tirocinio/stage presso realtà esistenti, anche in altre Regioni ecclesiastiche; – attivare tirocini formativi presso enti no profit anche collegati ad enti ecclesiastici con la possibilità di far nascere imprese sociali ed imprese profit;  – attivare nuove forme di collaborazione per arrivare ad un nuovo modo di fare economia e lavoro tramite la creazione di cooperative di comunità promosse dalle parrocchie, a servizio sia della comunità parrocchiale in servizi e produzioni, che del resto della città. Le Cooperative di Comunità potrebbero, infatti, garantire quei servizi che lo Stato non riesce ad assicurare svolgendo in tal modo un ruolo fondamentale perchè possono diventare uno strumento tramite il  quale i cittadini sono allo stesso tempo i fruitori dei servizi e i gestori degli spazi, siano consumatori, ma anche imprenditori e lavoratori; – sensibilizzare la comunità locale sui temi del lavoro e della finanza etica. Da quest’anno una delle attività della Caritas Diocesana di Caltanissetta è stata rivolta al mondo del carcere. Si intende accompagnare e sostenere quanti vivono una misura privativa della libertà attraverso degli interventi che partendo dalla “riabilitazione” del detenuto giungano ad un efficace e duraturo reinserimento sociale. Ciò sarà possibile da una parte attraverso azioni ed interventi di tipo educativo che mirino appunto alla costruzione di una immagine del sé positiva, implementando e/o potenziando l’autostima, valorizzando l’area affettivo-relazione (in particolare con maggiori incontri con la propria famiglia), nonché quella delle proprie competenze/abilità da realizzare in una dimensione operativa che privilegi il sapere fare (piccole occasioni di lavoro, volontariato, stage presso enti e/o aziende del territorio, ecc.); dall’altro ponendo in essere azioni di sensibilizzazione rivolte alla comunità. Nello specifico la Caritas di Caltanissetta pensa ad azioni e iniziative da realizzare in tre macro-ambiti: Accompagnamento, housing e sensibilizzazione

– Dal tuo peculiare osservatorio si può notare come Caltanissetta sia una città ricca tanto di risorse positive operanti in vari settori quanto di emergenze più o meno conosciute dalla comunità. Secondo te, la politica locale su quali temi dovrebbe concentrare maggiormente la sua attenzione?

Paolo VI diceva che la politica è una vocazione ed è una delle forme più elevate di carità. La politica deve avere passione per il bene comune. Il politico dice papa Francesco deve essere prudente, coraggioso e tenero. La tenerezza serve al politico per stare vicino ai più deboli. La politica deve guardare gli ultimi per capire quali sono i veri bisogni.

 

Intervista a cura di Rocco Gumina

 

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